La banca: "sicuro che non è andato a Johannesburg questa settimana?";
"sicuro che non ha prestato la carta a qualcuno che è andato a Johannesburg?"".

Domattina vado a fare la denuncia, mi metteranno a dura prova anche le domande della polizia mi sa.

Quando l'ho saputo, oggi, mi sono sentito poco bene. Faccio un sacco di sacrifici per spendere poco, già mi sento in colpa che i miei mi devono continuamente prestare i soldi ed ecco che nel giro di pochi giorni perdo quanto guadagno in un anno di cruciverba.

So che a volte i soldi sono restituiti, ma io non ho fiducia in questo genere di cose, secondo me se possono danno la colpa a me e non mi rendono un euro. Certo è che quando l'ho saputo oggi stavo per svenire. Sono tornato a casa e mi son messo a letto perché mi sentivo poco bene.
E' da oggi che ho le vertigini. Mi sento solo molto arrabbiato ed amareggiato, e anche se non serve non mi frega niente, auguro ogni male a chi mi ha clonato la carta. (734)
- 20:41 di lunedì, 12 maggio 2008
- banca, ingiustizie, ladri, bancomat
- Lasciami pure i tuoi commenti (16) al post :)
- (qui leggi i commenti (16) nella finestra popup).
- per linkare il post copia questo permalink. Grazie della visita!
In banca il suono dei passi rimbomba sul pavimento tirato a lucido. Un uomo con una giacca cammello sfoglia una serie di pagine timbrate in basso a destra, le scarpe nere sembrano nuove, l'orologio invece ha il cinturino vecchio. La signora delle pulizie trascina il secchio d'acqua sporca, e lo ripone col tipico rumore di plastica nell'angolo opposto agli sportelli di marmo, quelli coi vetri separati da ottone ed acciaio. Sul soffitto qualcuno dà la caccia a qualcosa, dietro il lampadario putti e fiori svolazzano in un cielo celeste di sole e di nubi vaporose.

La vecchia si avvicina zoppicando, una fascia vistosa sul polpaccio destro, le gambe arcuate che puoi sentire il crack degli almeno 80 anni che vanno in giro, sempre più stancamente. Non legge il numero sul bigliettino, mi chiede quanto deve aspettare. "Signora ha il numero 118, siamo al 115, ci vorranno pochi minuti, a quest'ora non c'è nessuno". E lei ringrazia, prova a sedersi ma poi rinuncia, forse alzarsi le sarebbe di troppo impedimento. Resta immobile ed arcuata sotto un cielo di fiori svolazzanti.

Il suo numero appare nel display più lontano, la vecchia non ci arriva in tempo. L'impiegata schiaccia ancora il pulsante, 119, tocca ad una donna sui 30, la vecchia protesta, ma invano: i soldi son già passati di mano, la stampante è già in funzione, il turno è perso, ed è un turno lungo, perchè la trentenne ha da fare molte operazioni. Vado via, la odo supplicare: 

"faccia in fretta, per favore, alle 2 arriva mia figlia! Si innervosisce se la faccio aspettare troppo, per favore, per favore!"

- 14:05 di venerdì, 23 febbraio 2007
- fiori, tristezza, banca, vecchia
- Lasciami pure i tuoi commenti (15) al post :)
- (qui leggi i commenti (15) nella finestra popup).
- per linkare il post copia questo permalink. Grazie della visita!