Ci fu l'uovo nello stagno e la maniglia di ottone. Rondini sui libri di scuola e cani ammazzati da auto in retromarcia. E fu così e le nubi scaricarono pioggia. Scialle di lana ed inverno di candele. La paura nelle preghiere dei bambini, il freddo che saliva ai polpacci, il nome di Dio invocato nelle chiese.


Ci fu la maniglia di ottone ed un urlo nella notte. Il fumo delle ceneri e un pettirosso morto sull'asfalto. E le nubi scaricarono neve e fu così. Il freddo dietro il collo e il terrore di voltarsi. Qualcuno osserva da una porta socchiusa, il lamento di una vecchia sul letto di sudore, ed i suoi capelli sciolti. I suoi capelli, sciolti.

E furono coriandoli di feste già morte.

Ci fu il sangue sulle montagne, il mare buio rovesciò le barche. La luce nella casa debole e gialla, e il bimbo singhiozzava a bassa voce. E fu così che le nubi scaricarono grandine fuori dai vetri. Seduta, una donna guardava la porta. E la porta si aprì, e lei reclinò la testa.

- 17:50 di giovedì, 04 ottobre 2007
- attesa, paura, notte, coriandoli
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Commenti
#1   04 Ottobre 2007 - 21:51
 
Incubissimo!!!

Fenice sul mare in incognito!!

(fatica a fare login.. tanta la stanchezza)

Buonanotte senza incubi.
Solo sogni. Quelli più belli che fanno volare via.



utente anonimo

#2   06 Ottobre 2007 - 19:02
 
... e alla fine tutto passò ...

Felicità

Rino, piovigginando.
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#3   06 Ottobre 2007 - 19:50
 
stai su, dài!
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#4   06 Ottobre 2007 - 20:03
 
Buona Serata Rino, qui c'è un tempaccio!!!
Batino
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#5   07 Ottobre 2007 - 14:11
 
E non ebbe il coraggio di alzarla, temendo di vedere con quegli stessi occhi il sangue sulle montagne e le barche rovesciate dal mare buio.
Ci fu la delicata pressione di una mano amica sulla spalla e solo allora la donna seduta tornò nel mondo e si accorse che la maniglia di ottone era stata piegata, che un pettirosso cantava, che un bimbo respirava addormentato, che lontano una donna abbondava la sua sofferenza, che le nubi si tingevano dell'oro dell'aurora.

E solo allora il mondo fu pronto per finire.

[ALe]
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